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	<title>lagazzettamusicale &#187; Laura Pronestì</title>
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	<description>La Gazzetta Musicale - Magazine online di MITO e ZERO &#124; Il magazine online di MITO e ZERO sulla musica classica e contemporanea a Milano. Anteprime, approfondimenti e recensioni dei migliori eventi di musica classica e contemporanea a Milano.</description>
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		<title>Milano Musica: Les Percussions de Strasbourg</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2016 13:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pronestì</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gérard Grisey]]></category>
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		<description><![CDATA[All’interno di questo riuscitissimo festival di Milano Musica dedicato alla figura di Gérard Grisey ci sono state diverse produzioni dell’ensemble Les Percussions de Strasbourg. Quella di cui parliamo si è svolta ai piedi dell’installazione I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer, il simbolo suggestivo del Pirelli HangarBicocca. È forse una coincidenza che anche il titolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All’interno di questo riuscitissimo festival di <a href="http://www.milanomusica.org/" title="Milano Musica" target="_blank">Milano Musica</a> dedicato alla figura di<strong> Gérard Grisey</strong> ci sono state diverse produzioni dell’ensemble <a href="http://www.percussionsdestrasbourg.com/" title="Les Percussions de Strasbourg" target="_blank">Les Percussions de Strasbourg</a>.</p>
<p><span id="more-2767"></span></p>
<p>Quella di cui parliamo si è svolta ai piedi dell’installazione <strong>I Sette Palazzi Celesti</strong> di <a href="http://www.hangarbicocca.org/mostra/anselm-kiefer-i-sette-palazzi-celesti-2004-2015/?gclid=Cj0KEQiAguXBBRCE_pbQ5reuq8MBEiQANji2LbaPyfzh1ILl8GmZIWJX2K_nKwEcOnm7lshskywldhoaAuG38P8HAQ" title="Anselm Kiefer" target="_blank">Anselm Kiefer</a>, il simbolo suggestivo del <a href="http://www.hangarbicocca.org/" title="Pirelli Hangar Bicocca" target="_blank">Pirelli HangarBicocca</a>. È forse una coincidenza che anche il titolo di quest’opera rimandi al cielo, uno dei temi caratterizzanti del festival di quest’anno, nonché ragione della composizione <em>Le Noir de l’Étoile</em>. Si tratta infatti di un progetto realizzato da Gérard Grisey in collaborazione con l’astrofisico <strong>Jean-Pierre Luminet</strong> alla fine degli anni Ottanta che, rimasto sedotto dalla scoperta di radiotelescopi che potevano dare l’idea del “suono” di una stella pulsar, sente l’urgenza di tradurla in un’esperienza estetica.</p>
<p>Il ritmo primordiale delle pelli e delle percussioni sono il battito delle stelle, mentre il suono, spazializzato dalla dislocazione dei percussionisti e altamente riverberato anche dall’ambiente, a tratti è impossibile dire se sia elettronico o acustico per il sottile gusto nella ricerca timbrica che pervade l’intera partitura.</p>
<p>Un concerto virtuosistico, oltre che musicale, anche dal punto di vista organizzativo e di allestimento: sei palchi che circondano il pubblico, centinaia di percussioni e un impianto audio spazializzato. Anche per questo motivo, per il chiaro sforzo organizzativo e per la difficoltà che un’opera del genere possa essere riproposta in tempi brevi, questa serata davvero è da ricordare e vale proprio la pena poter dire “io c’ero”.</p>
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		<title>Milano Musica</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2016 17:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pronestì</dc:creator>
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		<category><![CDATA[conservatorio verdi]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>È da considerare importante l’operazione di <a href="http://www.milanomusica.org/" title="Milano Musica" target="_blank">Milano Musica</a> di rimettere in scena una delle poche opere comiche d’avanguardia mai prodotte, <em> Alfred, Alfred</em> di <strong>Franco Donatoni</strong> e la sonorizzazione dal vivo di <em>Ballet mécanique</em>, coinvolgendo gli studenti del <strong>Conservatorio di Milano</strong> e dell’<strong>Accademia di Brera</strong> nella realizzazione di questa serata.</p>
<p><span id="more-2747"></span></p>
<p><em>Ballet mécanique</em> di <strong>Fernand Léger</strong> è un cortometraggio del 1924 ascritto nella corrente di cinema cubista. Questa pellicola non ha una trama ma gioca sullo stimolo visivo, sulla ripetizione di elementi meccanici e questa caratteristica è ben enfatizzata dalla musica di <strong>George Antheil</strong>, anch’essa ricca di elementi meccanici (oltre a quattro pianoforti, svariate percussioni e campanelli sono previsti dalla partitura anche due piccoli motori d’aereo) e ritmici importanti. La lampante bellezza di quest’opera viene messa in luce da una buona esecuzione degli allievi del Conservatorio diretti da <a href="http://zero.eu/persone/divertimento-ensemble-intervista-a-sandro-gorli/" title="Sandro Gorli" target="_blank">Sandro Gorli</a>.</p>
<p>Dopo <em>Ballet mécanique</em> viene proiettata una videointervista a Franco Donatoni, che racconta e introduce in prima persona l’antefatto che motiva la realizzazione di <em>Alfred, Alfred</em>, ovvero un evento autobiografico accaduto nel 1992 e che vede il compositore vittima di un ricovero in ospedale per coma diabetico. Questo ottimo espediente tecnico, utile per il cambio palco, ha anche un’importante funzione narrativa, che spiega “l’uniforme” adottata dall’ensemble, ossia una camicia rossa e delle bretelle nere. La scelta infatti è stata dettata non solo dal fatto che Donatoni in quel video aveva quell’abbigliamento, ma racconta anche che in questa messa in scena Donatoni non è un vero e proprio personaggio, sebbene il libretto preveda alcuni movimenti di scena di un personaggio muto chiamato F. D., ma è “diffuso” nell’opera attraverso il costume dell’ensemble, le proiezioni, gli elementi della scenografia, la barella nascosta che alla fine rivela un’enorme pentola di pasta alla carbonara.</p>
<p>Quest’opera, ma anche in questo caso la regia di <strong>Sonia Grandis</strong> particolarmente riuscita e ricca di stimoli, rivela un lato del compositore che molto spesso non traspare dalla sua musica, ossia una piacevole autoironia e la capacità di non prendere troppo sul serio le disgrazie che succedono, ma di sorridere.</p>
<p><u>Programma:</u></p>
<p><strong>George Antheil </strong>(1900-1959)<br />
<em>Ballet mécanique</em> (1924, 19&#8242;)<br />
con proiezione del film Ballet mécanique<br />
di <strong>Fernand Léger</strong></p>
<p><u>Esecutori</u></p>
<p><strong>Erica Paganelli, Damiano Afrifa, Marco Baccelli, Luigi Nicolardi,</strong> pianoforti</p>
<p><strong>Franco Donatoni</strong> (1927-2000)<br />
<em>Alfred, Alfred </em>(1995, 35&#8242;)<br />
Opera comica in sette scene e sei intermezzi </p>
<p><u>Esecutori</u></p>
<p><strong>Sandro Gorli</strong>, direttore<br />
<strong>Ensemble del Conservatorio G. Verdi di Milano</strong><br />
<strong>Sonia Grandis</strong>, regia<br />
<strong>Edoardo Sanchi</strong>, responsabile scenografia<br />
<strong>Paola Maria Giorgi</strong>, responsabile costumi<br />
<strong>Francesca Biral</strong>, responsabile video art<br />
con la collaborazione di Jacopo Biffi e Matteo Castiglioni</p>
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		<title>Piano City Milano: Michael Nyman</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2016 16:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pronestì</dc:creator>
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		<category><![CDATA[michael nyman]]></category>
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		<description><![CDATA[Piano City è ormai da diversi anni uno degli appuntamenti culturali più attesi della città di Milano, un lungo weekend di maggio in cui gli 88 tasti fanno da padrone invadendo cortili, piazze, tram, battelli, musei. La quantità di concerti è davvero da capogiro: 400 in tre giorni, tutti gratuiti e per tutti i gusti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pianocitymilano.it/" title="Piano City">Piano City</a> è ormai da diversi anni uno degli appuntamenti culturali più attesi della città di Milano, un lungo weekend di maggio in cui gli 88 tasti fanno da padrone invadendo cortili, piazze, tram, battelli, musei. La quantità di concerti è davvero da capogiro: 400 in tre giorni, tutti gratuiti e per tutti i gusti, dalla classica alla contemporanea, ma anche jazz e pop. </p>
<p><span id="more-2668"></span></p>
<p>Generalmente il concerto di apertura è di gran lunga uno dei più frequentati dato che prevede la partecipazione di un artista di fama internazionale. Per quanto riguarda questa quinta edizione l’artista designato è stato <strong>Michael Nyman</strong>, uno dei maggiori esponenti della corrente minimalista americana, conosciuto in tutto il mondo per le decine di colonne sonore che ha composto per celebri film come <em>Lezioni di piano</em>, <em>Gattaca – La porta dell’universo</em>, <em>Wonderland</em>, <em>L’ultima tempesta</em> e molti altri.</p>
<p>La cornice selezionata per l’inaugurazione è polo museale <strong>Gam PAC</strong>, centro nevralgico dello svolgimento dell’intera manifestazione, nello specifico nei bei giardini di Villa Reale. La performance, particolarmente apprezzata dal pubblico numeroso, è stata accompagnata dalla proiezione di video diretti dallo stesso Nyman (tra cui <em>Slow Walkers</em>, <em>Love Train</em>, <em>Privado</em>, <em>Witness I</em>, <em>Morra</em>), frammenti di ricordi e di immagini raccolti in un diario visivo dei viaggi e dei numerosi spostamenti in giro per il mondo. I cortometraggi non hanno una propria colonna sonora originale, ma l&#8217;autore seleziona dal suo repertorio i brani che più si addicono al tema o al mood che vuole suscitare negli spettatori.</p>
<p>Altri eventi di interesse rilevante hanno animato i giorni successivi, come <strong>Piano Night</strong> &#8211; una maratona notturna di diversi pianisti con musica per tutta la notte &#8211; il concerto di <strong>Stefano Bollani</strong> e <strong>Francesco Grillo</strong>, sempre nei giardini della Gam, e quello di <strong>Paolo Jannacci</strong>.</p>
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		<title>Rondò 2016</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 17:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pronestì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso abbiamo parlato di Divertimento Ensemble come di una realtà sempre aperta a sostenere la nuova musica, ai volti nuovi della musica contemporanea, italiana e internazionale, ai compositori emergenti. Oltre a questa attenzione, negli ultimi anni quella del talent scouting è un’attività che sta prendendo sempre più piede all’interno della programmazione della stagione Rondò, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso abbiamo parlato di <a href="http://www.divertimentoensemble.it/" title="Divertimento Ensemble">Divertimento Ensemble</a> come di una realtà sempre aperta a sostenere la nuova musica, ai volti nuovi della musica contemporanea, italiana e internazionale, ai compositori emergenti. </p>
<p><span id="more-2656"></span></p>
<p>Oltre a questa attenzione, negli ultimi anni quella del talent scouting è un’attività che sta prendendo sempre più piede all’interno della programmazione della stagione <strong>Rondò</strong>, con l’organizzazione di masterclass per giovani performer oppure, come nel caso di questo concerto, con la selezione di esecutori d’eccellenza dell’ultima generazione a cui viene riservata la possibilità di esibirsi in brani solistici. È quindi proprio questo il “tema” di questa serata, mostri sacri della musica del Novecento nelle mani e nei repertori di tre strumentisti giovanissimi.</p>
<p><strong>Daniel Palmizio</strong> affronta alcuni brani per viola sola tratti dalla raccolta <em>Signs, Games and Messages</em> di <strong>György Kurtág</strong>, delle miniature che creano un collegamento tra l’intera opera del compositore tramite apparizioni di idee provenienti da altri pezzi, come delle reminescenze. Anche la <em>Sonata per viola</em> di <strong>György Ligeti</strong> ha una simile caratteristica all’interno del quarto movimento, il Lamento: un suono che attraversa l’intera produzione di Ligeti e che si addice perfettamente alle caratteristiche timbriche della viola. </p>
<p>I <em>Klavierstücke</em> di <strong>Karlheinz Stockhausen</strong> sono una pietra miliare della letteratura pianistica del Novecento, tanto che Divertimento Ensemble ha voluto dedicare l’esecuzione integrale di questi brani nella scorsa stagione in un ciclo di concerti alle Gallerie d’Italia: proprio in quell’occasione è stata selezionata Chiara Saccone, all’interno di una la masterclass di <strong>Maria Grazia Bellocchio</strong> (Call for Young Performers 2015).</p>
<p><em>Psappha</em> del compositore greco <strong>Yannis Xenakis</strong> sembra frutto di un’energia primordiale, originata del caos: un pezzo di un’intensità e una forza straordinari, eseguito in modo superbo dal bravissimo multi-percussionista <strong>Lorenzo Colombo</strong>, classe 1986. Al contrario del <em>Klavierstück XII</em>, in cui tutti gli interventi del pianista sono accuratamente notati in partitura, all’interno di <em>Psappha</em> la maggior parte della scelta degli strumenti è lasciata al performer, mentre sono ben definite le strutture e in generale la pulsazione ritmica, che è sempre chiara.<br />
Per queste caratteristiche, come si può facilmente intuire, entrambi i brani presentano una propria difficoltà di lettura ed esecuzione ma sono affrontati ed interpretati dai nostri giovani performer in modo maturo ed eccellente.</p>
<p><u>Programma</u></p>
<p>Ore 20.30 introduzione al concerto a cura di<strong> Alfonso Alberti</strong><br />
Ore 21.00 concerto</p>
<p><strong>György Kurtág</strong> (1926)<br />
<em>Signs, Games and Messages</em> per viola sola (1961-2005)</p>
<p><strong>György Ligeti</strong> (1923-2006)<br />
<em>Sonata per viola</em> (1991-1994)</p>
<p><strong>Karlheinz Stockhausen</strong> (1928-2007)<br />
<em>Klavierstück XII</em> (1955)</p>
<p><strong>Iannis Xenakis</strong> (1922-2001)<br />
<em>Psappha</em> per percussioni (1975)</p>
<p><strong>Daniel Palmizio</strong>, viola<br />
<strong>Chiara Saccone</strong>, pianoforte<br />
<strong>Lorenzo Colombo</strong>, percussioni</p>
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		<title>Rondò</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2016 18:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pronestì</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Divertimento Ensemble]]></category>
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		<description><![CDATA[Il programma del secondo appuntamento della stagione Rondò 2016 prende vita a partire da ispirazioni molteplici, in cui rimane comunque evidente quella che ormai è una vera e propria mission di Divertimento Ensemble: il sostegno e la divulgazione dell’energia creativa dei giovani compositori. Nel dettaglio, questo concerto vuole accostare in un bilanciamento perfetto la generazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il programma del secondo appuntamento della stagione Rondò 2016 prende vita a partire da ispirazioni molteplici, in cui rimane comunque evidente quella che ormai è una vera e propria mission di <a href="http://www.divertimentoensemble.it/" title="Divertimento Ensemble">Divertimento Ensemble</a>: il sostegno e la divulgazione dell’energia creativa dei giovani compositori. </p>
<p><span id="more-2595"></span></p>
<p>Nel dettaglio, questo concerto vuole accostare in un bilanciamento perfetto la generazione under 40 a quella immediatamente precedentemente.<br />
I primi due brani eseguiti sono stati selezionati dagli oltre venti eseguiti dall’ensemble nel corso del progetto <strong>Feeding Music</strong>, che si è tenuto a settembre-ottobre 2015 e ha avuto come sedi Expo Gate e il Teatro della Terra, nel <strong>Padiglione della Biodiversità di Expo 2015</strong>. In <em>Fields and Factories</em> di <a href="http://www.michaelcutting.co.uk/" title="Michael Cutting">Michael Cutting</a> è chiaro fin dal titolo il riferimento alla tematica dell’Esposizione Universale di cui la nostra città è stata protagonista, ossia &#8220;Nutrire il Pianeta, energia per la vita&#8221;: nel brano di Cutting, compositore inglese nemmeno trentenne, assistiamo alla fusione inscindibile di elementi sonori concreti, ossia il rumore di macchinari impiegati nei processi di produzione alimentare, e di quelli degli strumenti musicali.</p>
<p>Nel successivo <em>Procrastination</em> di <a href="http://www.antonin-serviere.com/" title="Antonin Serviere">Antonin Servière</a> la tematica di Expo è meno rilevante e viene invece accostata dall’autore stesso ad alcune riflessione di sant’Agostino dalle Confessioni riguardanti il futuro e la premeditazione; di spunto letterario è anche <em>L’ange du morbide</em> di <strong>Antonio Covello</strong>, che è frutto di ricordi e suggestioni a partire da un testo di <strong>Jean Paul Sartre</strong>.<br />
<a href="http://www.mgbellocchio.com/it/bio.php" title="Maria Grazia Bellocchio">Maria Grazia Bellocchio</a> esegue <em>Incidendo/fluido</em> di <a href="http://www.olganeuwirth.com/" title="Olga Neuwirth">Olga Neuwirth</a>, un brano per CD e pianoforte preparato con delle palline di silicone e gommapiuma, che alterano il timbro dello strumento conferendone talvolta un carattere microtonale. Secondo quanto prescritto dalla compositrice austriaca, il pianoforte deve essere ulteriormente profanato con due altoparlanti che riproducono onde Martenot: questo espediente in realtà permette ai suoni elettronici di interagire maggiormente con il pianoforte, non solo attraverso un intermediario quale è l’interprete, ma agendo direttamente sulla meccanica dello strumento.</p>
<p>Insieme di Luca Francesconi, uno dei compositori italiani al momento più eseguiti, sia nel nostro Paese sia all’estero, è seguito <em>Vite di suoni illustri</em> di <strong>Claudio Ambrosini</strong>, una sorta di “brodo primordiale” dal quale prendono vita spunti di melodie davvero popolari come quella della <em>Rhapsody in Blue</em> di Gershwin e vengono riviste nell’ottica contemporanea.</p>
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		<title>MILANO MUSICA: The Company of Music</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2015 18:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pronestì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’idea di questo appuntamento della ventiquattresima edizione di Milano Musica nasce dalla volontà di accostare i grandi maestri italiani del Secondo Dopoguerra alla musica antica e fiamminga, da cui sono stati profondamente influenzati o a cui hanno sempre guardato con amore e dedizione. Nel suo tempo, Bruno Maderna era, secondo l’amico e collega Luciano Berio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’idea di questo appuntamento della ventiquattresima edizione di <a href="http://www.milanomusica.org/" title="Milano Musica" target="_blank">Milano Musica</a> nasce dalla volontà di accostare i grandi maestri italiani del Secondo Dopoguerra alla musica antica e fiamminga, da cui sono stati profondamente influenzati o a cui hanno sempre guardato con amore e dedizione.</p>
<p><span id="more-2499"></span></p>
<p>Nel suo tempo, <a href="http://zero.eu/magazine/speciale-milano-musica-bruno-maderna/" title="Bruno Maderna" target="_blank">Bruno Maderna</a> era, secondo l’amico e collega <strong>Luciano Berio</strong>, il compositore italiano più consapevole e attento alla musica del passato: nel corso della sua vita, questo suo legame con l’antico si è tradotto nella trascrizione di alcune composizioni dei grandi maestri del passato e del barocco, in primis <strong>Giovanni Gabrieli</strong>, <strong>Claudio Monteverdi</strong>, <strong>Girolamo Frescobaldi</strong> e molti altri.</p>
<p>La particolarità di questo concerto è il fatto che si tratti solo di opere per coro, a eccezione di <em>Widmung</em>, in cui la voce solista è quella del violino di <strong>Lorenzo Gentili-Tedeschi</strong>: nonostante la maggior parte della musica di <strong>Maderna</strong> sia dedicata a grandi orchestre, nella sua produzione hanno spazio anche brani per duo o soli. Generalmente quelli a cui Maderna dedica brani solistici sono strumenti con cui prova un particolare affetto, ossia oboe e flauto, che secondo il compositore erano i più adatti a “cantare melodie”, oppure come in questo caso il violino, lo strumento con cui da enfant-prodige quale era Maderna ha iniziato il suo percorso da musicista professionista. </p>
<p>Il fatto che l’unico brano strumentale si trovi al centro della serata conferisce al programma specularità ed equilibrio: lo troviamo infatti tra <em>Cries of London</em>, un ciclo di sette pezzi per coro a carattere popolare di Berio, e <em>Sarà dolce tacere</em>, opera di <strong>Luigi Nono</strong> dedicata proprio a Maderna, la cui esecuzione è stata caratterizzata dalla spazializzazione sonora dovuta alla dislocazione degli elementi del coro in diversi punti della platea.</p>
<p>Un effetto altrettanto suggestivo è dato dall’esecuzione di alcuni brani non dal palco allestito per l’occasione. ma dal coro di questa bellissima San Simpliciano, uno dei luoghi più suggestivi della Milano romanica.</p>
<p> <u>Programma: </u></p>
<p><em>Illumina nos</em><br />
<strong>Carlo Gesualdo</strong></p>
<p><em>Dèploration sur la mort de Binchois</em><br />
<strong>Johannes Ockeghem</strong></p>
<p><em>Cries of London</em><br />
<strong>Luciano Berio</strong></p>
<p><em>Widmung</em><br />
<strong>Bruno Maderna</strong></p>
<p><em>Sarà dolce tacere</em><br />
<strong>Luigi Nono</strong></p>
<p>Dèploration sur la mort d’Ockeghem<br />
<strong>Josquin  Desprez</strong></p>
<p><em>Tres Sacrae Cantiones</em><br />
<strong>Carlo Gesualdo</strong></p>
<p>Esecutori:</p>
<p><strong>Johannes Hiemetsberger</strong><br />
direttore</p>
<p><strong>Lorenzo Gentili-Tedeschi</strong><br />
violino</p>
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		<title>MITO SettembreMusica: Akhnaten</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2015 19:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pronestì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Akhenaton, anche noto come Amenhotep IV, è il nome di un faraone che è passato alla storia per il suo tentativo di instaurare il culto monoteista del dio Aton in una società politeista. Il suo fallimento lo condannò a una damnatio memorae nel suo tempo, tanto che vennero distrutti documenti sul suo conto e ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Akhenaton</strong>, anche noto come <strong>Amenhotep IV</strong>, è il nome di un faraone che è passato alla storia per il suo tentativo di instaurare il culto monoteista del dio Aton in una società politeista. </p>
<p><span id="more-2458"></span></p>
<p>Il suo fallimento lo condannò a una <em>damnatio memorae</em> nel suo tempo, tanto che vennero distrutti documenti sul suo conto e ora è difficile ricostruire la sua linea di successione dopo la sua condanna a morte. Come spesso succede per questi personaggi quasi dimenticati, la sua figura ha riscosso una discreta attenzione da molti intellettuali del passato e del presente, tra cui <strong>Philip Glass</strong>. Il compositore americano è stato talmente attratto dalle vicende di Akhenaton dopo la lettura del libro-riflessione sulle religioni monoteiste di <strong>Immanuel Velikovskij</strong> che nel 1983 gli dedica l’opera <em>Akhnaten</em>, la terza dell’autore in cui viene ritratto un personaggio storico.</p>
<p>I tre atti raccontano le diverse fasi del regno di Akhnenaton, tra cui l&#8217;incoronazione, l&#8217;incontro con l&#8217;amata Nefertiti e la caduta, in un libretto di pugno dello stesso Glass in collaborazione con diversi studiosi del campo. La lingua per quasi tutte le parti cantate è l&#8217;egiziano antico e i testi sono in larga parte tratti dal sacro Libro dei morti, mentre l&#8217;inglese per le parti recitate. Insolita è la riproposizione del testo narrato in una versione tradotta in italiano appositamente per questa serata, laddove poteva essere tranquillamente lasciata in inglese e sottotitolata.</p>
<p>La musica di Glass è magica, ipnotica, dal carattere grave. L’orchestra di archi, in cui l’assenza del violino ne definisce ancora di più il colore scuro, disegna ostinati di arpeggi che scavano nel passato portandoci indietro nel tempo di millenni. Forse nel caso di questa prima italiana, l&#8217;esecuzione risulta più lenta del previsto e i tempi di durata dello spettacolo dilatati. Il filmato, che è stato realizzato immortalando i reperti archeologici del <strong>Museo Egizio di Torino </strong>e quindi di carattere puramente descrittivo, ha permesso la migliore fruizione e concentrazione sulla musica di un <strong>Piccolo Teatro</strong> che per quest’occasione è strapieno.</p>
<p><strong>ESECUTORI:</strong></p>
<p><strong>Rupert Enticknap</strong> (Akhnaten)<br />
controtenore</p>
<p><strong>Gabriella Sborgi</strong> (Nefertiti, moglie di Akhnaten)<br />
contralto</p>
<p><strong>Valentina Valente</strong> (Regina Tye, madre di Akhnaten)<br />
soprano</p>
<p><strong>Giuseppe Naviglio</strong> (Horemhab, generale e futuro faraone)<br />
baritono</p>
<p><strong>Mauro Borgioni </strong>(Aye, padre di Nefertiti)<br />
basso</p>
<p><strong>Marcello Nardis</strong> (Sommo sacerdote di Amòn)<br />
tenore</p>
<p><strong>Artisti del Coro del Teatro Regio</strong> (Le sei figlie, Il banchetto funebre)</p>
<p><strong>Valter Malosti</strong> (Amenofi, figlio di Apu, lo scriba)<br />
narratore</p>
<p><strong>Orchestra e Coro del Teatro Regio di Torino</strong></p>
<p><strong>Dante Santiago Anzolini</strong><br />
direttore</p>
<p><strong>Claudio Fenoglio</strong><br />
maestro del coro</p>
<p><strong>Dennis Giauque</strong><br />
maestro ripetitore</p>
<p><strong>Andrea Micheli</strong><br />
fotografie</p>
<p><strong>Luca Scarzella</strong><br />
regia video</p>
<p><strong>Gianni Carluccio</strong><br />
allestimento e luci</p>
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		<title>MiTo SettembreMusica: visita guidata al Giardino Segreto</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 15:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pronestì</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Conservatorio G. Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Giacinta Cavagna di Gualdana]]></category>
		<category><![CDATA[mito settembremusica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giardino segreto è, come già si intende dal nome, uno dei numerosi gioielli nascosti della città di Milano, incastonato tra via Ruffini, corso Magenta e via Saffi, un luogo dove si può ancora apprezzare il carattere romantico del suo stile. Una giornata di metà settembre evidenzia ancora di più il contrasto tra le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giardino segreto è, come già si intende dal nome, uno dei numerosi gioielli nascosti della città di Milano, incastonato tra via Ruffini, corso Magenta e via Saffi, un luogo dove si può ancora apprezzare il carattere romantico del suo stile.<br />
 <span id="more-2448"></span></p>
<p>Una giornata di metà settembre evidenzia ancora di più il contrasto tra le sue zone d’ombra e quelle più luminose, il suo aspetto selvaggio ma studiato nei minimi dettagli. Negli angoli più suggestivi (i patii e gli spiazzi erbosi), la visita guidata della storica dell’arte <strong>Giacinta Cavagna di Gualdana</strong> e promossa dal <strong>FAI</strong> è intervallata da interventi musicali di alcuni dei migliori studenti del <strong>Conservatorio G. Verdi</strong> di Milano, dai 12 ai 20 anni.</p>
<p>Il repertorio scelto è costituito da alcuni brani cameristici di <strong>Franz Joseph Haydn</strong> per archi e fiati che, pur di un secolo precedente rispetto alla progettazione del giardino, si fondono perfettamente con l’ambiente circostante. La bravura dei giovani musicisti, la bellezza delle opere di Haydn, il fascino di questo giardino e il clima perfetto per apprezzarlo rendono questa mattinata e questo evento del festival <a href="http://www.mitosettembremusica.it/" title="MiTo SettembreMusica" target="_blank">MITO SettembreMusica</a> davvero piacevole, assolutamente da ripetere.</p>
<p><strong><br />
Programma</strong></p>
<p>Dai <em>3 canoni per due violini</em>: n°1 e 3<br />
<strong>Olivia Cannizzaro</strong>, <strong>Greta Gorghetto</strong>, violini</p>
<p>Dalle <em>12 Danze tedesche Hob. IX: Anh. Per due violini e violoncello: n°7</em><br />
<strong>Giulia Albini</strong>, <strong>Bianca Maria Cainelli</strong>, violini<br />
<strong>Andrea Cavalazzi</strong>, violoncello</p>
<p>Dalle <em>12 Danze tedesche Hob. IX: Anh. Per due violini e violoncello: n°2 e 4</em><br />
<strong>Davide Rasulov</strong>, <strong>Maria Cecilia Villani</strong>, violini<br />
<strong>Andrea Cavalazzi</strong>, violoncello</p>
<p><em>Sonata in re maggiore n. 4 Hob. VI: G1 a due violini: Allegro, Tempo di Minuetto</em><br />
<strong>Francesco Di Giacinto</strong>, <strong>Francesca Finardi</strong>, violini</p>
<p><em>Trio in sol maggiore Hob. IV: 3 per due flauti e violoncello: Spiritoso, Andante, Allegro</em><br />
<strong>Chiara Rebaudo</strong>, <strong>Leonardo Lazzareschi</strong>, flauti<br />
<strong>Caterina Ferraris</strong>, violoncello</p>
<p><em>Trio in do maggiore Hob. IV: 1 per due flauti e violoncello: Allegro Moderato, Andante, Finale-vivace</em><br />
<strong>Mara De Luca</strong>, <strong>Valeria Vertemati</strong>, flauti<br />
<strong>Caterina Ferraris</strong>, violoncello</p>
<p><em>Triosatz in sol maggiore Hob. IV: 4 per due flauti e violoncello</em><br />
<em>Andante in sol maggiore Hob. IV: 2 per due flauti e violoncello</em><br />
Allegro, Andante, allegro<br />
<strong>Viola Brambilla</strong>, <strong>Nicolò Susanna</strong>, flauti<br />
<strong>Caterina Ferraris</strong>, violoncello</p>
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		<title>Palazzo Marino in Musica: mdi ensemble con Rachel O&#8217;Brien</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2015 17:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pronestì</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Berio]]></category>
		<category><![CDATA[mdi ensemble]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[musica contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo marino in musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 3 maggio ha avuto inizio la rassegna Palazzo Marino in Musica, una serie di sei appuntamenti domenicali a ingresso gratuito nella splendida Sala Alessi, che si concluderà ad ottobre. Per quest’occasione il programma di mdi ensemble &#8211; progetto nato nel 2002 e dedicato alla musica contemporanea, qui accompagnato dal mezzo soprano Rachel O&#8217;Brien &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 3 maggio ha avuto inizio la rassegna <a href="http://www.palazzomarinoinmusica.it/2015/inmusica.html" target="_blank" title="Palazzo Marino in Musica">Palazzo Marino in Musica</a>, una serie di sei appuntamenti domenicali a ingresso gratuito nella splendida Sala Alessi, che si concluderà ad ottobre.<br />
<span id="more-2330"></span></p>
<p>Per quest’occasione il programma di <a href="http://www.mdiensemble.com" target="_blank" title="mdi ensemble">mdi ensemble</a> &#8211; progetto nato nel 2002 e dedicato alla musica contemporanea, qui accompagnato dal mezzo soprano <strong>Rachel O&#8217;Brien</strong> &#8211; vuole essere un viaggio libero attraverso l’Europa musicale del Novecento.</p>
<p><em>&#8220;Gymel&#8221;</em> di <strong>Niccolò Castiglioni</strong> ci riporta direttamente alla musica d’avanguardia degli anni Cinquanta e Sessanta, periodo in cui molta della musica per flauto è stata dedicata a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Severino_Gazzelloni" target="_blank" title="Severino Gazzelloni">Severino Gazzelloni</a>, eccezionale esecutore particolarmente amato da tutti i maggiori compositori dell’epoca. <em>&#8220;Dance preludes&#8221;</em> sono una delle opere più conosciute del compositore polacco <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Witold_Lutos%C5%82awski" target="_blank" title="Witold Lutoslawski">Witold Lutoslawski</a> e ci conducono al mondo del folklore e della danza popolare in cinque bellissime miniature.</p>
<p><em>&#8220;Trio Milano&#8221;</em> (assente il Pianoforte) è stato composto qualche anno fa da <strong>Sylvano Bussotti</strong>, che come di consueto nelle sue opere prevede anche una sorta di “azione teatrale” all’interno di esse: la musica del compositore è una vera e propria performance, in cui gli esecutori sono liberi di eseguire alcuni movimenti, gesti, espressioni del viso, gesti di stizza.</p>
<p>Nel complesso un’ottima esecuzione di uno degli ensemble di eccellenza milanese nell’ambito della musica contemporanea. Peccato solo per la pallida versione di alcune delle più celebri <em>&#8220;Folk Songs&#8221;</em> di <strong>Luciano Berio</strong> e delle <em>&#8220;Chansons&#8221;</em> Madécasses di <strong>Maurice Ravel</strong>, probabilmente anche dovuto alla conformazione della sala che non ha favorito il perfetto ascolto di brani cantati.</p>
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		<title>Rondò &#8211; Sei monografie al Museo del 900: George Crumb</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 18:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pronestì</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[George Crumb]]></category>
		<category><![CDATA[maria grazia bellocchio]]></category>
		<category><![CDATA[museo del novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Rondò]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Gorli]]></category>

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		<description><![CDATA[How beautiful is night! Con queste parole si apre il concerto di Divertimento Ensemble dedicato ad alcuni lavori per pianoforte e voce di George Crumb: pagine dal carattere scuro, notturno ma di viva bellezza. Questo ritratto del compositore americano è la prima delle sei monografie al Museo del Novecento che l’ensemble dedica ad alcuni dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>How beautiful is night!<br />
<span id="more-2245"></span></p>
<p>Con queste parole si apre il concerto di <a href="http://www.divertimentoensemble.it/" target="_blank" title="Divertimento Ensemble">Divertimento Ensemble</a> dedicato ad alcuni lavori per pianoforte e voce di <a href="http://www.georgecrumb.net/" target="_blank" title="George Crumb">George Crumb</a>: pagine dal carattere scuro, notturno ma di viva bellezza. Questo ritratto del compositore americano è la prima delle sei monografie al <strong>Museo del Novecento</strong> che l’ensemble dedica ad alcuni dei maggiori compositori contemporanei.</p>
<p><em>&#8220;The Early Songs&#8221;</em> sono tre canzoni scritte dal giovanissimo Crumb, appena diciottenne, brevi ma di forte intensità. Non si può certo dire che questi pezzi abbiano un carattere avanguardistico, anzi li si può definire in uno stile “tardo”, che guarda a modelli di inizio Novecento.</p>
<p><em>&#8220;Apparition&#8221; </em> è un lavoro più recente di Crumb, del 1979, il cui testo è tratto da <em>&#8220;When Lilacs Last in the Dooryard Bloom’d&#8221; </em>del poeta americano <strong>Walt Whitman</strong>. La scrittura pianistica di una complessità disarmante, perfettamente gestita da <a href="http://www.mgbellocchio.com/" target="_blank" title="Maria Grazia Bellocchio">Maria Grazia Bellocchio</a>, prevede l’amplificazione dello strumento e l’azione diretta sulle corde del pianoforte, che carica l’atmosfera di tensione e di mistero. L’esplorazione della tecnica pianistica ha caratterizzato molta della produzione di Crumb, per la maggior parte cameristica, e si è concentrata sullo studio a livello timbrico dello strumento, sia con l’amplificazione, come in questo caso, oppure con la cosiddetta preparazione.</p>
<p><u>Programma:</u></p>
<p><strong>George Crumb</strong></p>
<p><em>Apparitions</em> (1979) per soprano e pianoforte<br />
<em>Three Early Songs</em> (1947) per soprano e pianoforte</p>
<p><u>Esecutori:</u></p>
<p><strong>Alda Caiello</strong><br />
soprano<br />
<strong><br />
Maria Grazia Bellocchio</strong><br />
pianoforte</p>
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