<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>lagazzettamusicale &#187; Michele Cricchetto</title>
	<atom:link href="http://www.lagazzettamusicale.it/autore/michele-cricchetto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lagazzettamusicale.it</link>
	<description>La Gazzetta Musicale - Magazine online di MITO e ZERO &#124; Il magazine online di MITO e ZERO sulla musica classica e contemporanea a Milano. Anteprime, approfondimenti e recensioni dei migliori eventi di musica classica e contemporanea a Milano.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Dec 2021 21:49:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.1</generator>
		<item>
		<title>Orchestra dell&#8217;Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Peter Eötvös</title>
		<link>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/orchestra-dellaccademia-nazionale-di-santa-cecilia-diretta-da-peter-eotvos/</link>
		<comments>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/orchestra-dellaccademia-nazionale-di-santa-cecilia-diretta-da-peter-eotvos/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2015 22:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Cricchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Ives]]></category>
		<category><![CDATA[George Gershwin]]></category>
		<category><![CDATA[György Ligeti]]></category>
		<category><![CDATA[Martin Grubinger]]></category>
		<category><![CDATA[Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Eötvös]]></category>
		<category><![CDATA[teatro alla scala]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettamusicale.it/?p=2166</guid>
		<description><![CDATA[Interessante serata interamente dedicata ad artisti del XX secolo, quella presentata il 2 febbraio alla Scala dall&#8217; Orchestra dell&#8217;Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Peter Eötvös. Il programma si compone di una prima parte dedicata a György Ligeti e Peter Eötvös &#8211; con l&#8217;accompagnamento del percussionista Martin Grubinger &#8211; e una seconda, dedicata alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante serata interamente dedicata ad artisti del XX secolo, quella presentata il 2 febbraio alla Scala dall&#8217; <a href="http://www.santacecilia.it/" target="_blank" title="Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia">Orchestra dell&#8217;Accademia Nazionale di Santa Cecilia</a> diretta da <a href="http://www.eotvospeter.com/" target="_blank" title="Peter Eötvös">Peter Eötvös</a>.<br />
<span id="more-2166"></span></p>
<p>Il programma si compone di una prima parte dedicata a <a href="http://milano.zero.eu/approfondimenti/23%C2%B0-festival-di-milano-musica-speciale-gyorgy-ligeti/" target="_blank" title="György Ligeti">György Ligeti</a> e Peter Eötvös &#8211; con l&#8217;accompagnamento del percussionista Martin Grubinger &#8211; e una seconda, dedicata alla musica americana, con <strong>Charles Ives</strong> e <strong>George Gershwin</strong>. Il programma di sala, curato con competenza da <strong>Carlo Boccadoro</strong>, ha certamente permesso al pubblico di comprendere la portata musicale delle composizioni.</p>
<p>È significativo che la stagione di quest&#8217;anno della Filarmonica sia costellata di opere contemporanee: a partire dalla serata del <a href="http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/filarmonica-della-scala-3/" target="_blank" title="12 gennaio">12 gennaio</a>, con Ligeti e Varese, a seguire dopo il 2 febbraio con l’appuntamento del <a href="http://www.filarmonica.it/concerti.php?id=1454" target="_blank" title="23">23</a> con una prima assoluta commissionata proprio dalla Filarmonica a <strong>Carlo Galante </strong>- e poi più in là sia a maggio che a settembre, ancora con Ives. Una buona occasione per diffondere fra il pubblico musica di autori a noi più vicini. </p>
<p>Ambedue di scuola ungherese,<strong> Ligeti</strong> e <strong>Eötvös</strong> hanno sviluppato il loro percorso musicale nel dopoguerra &#8211; il secondo, in particolare, è tutt&#8217;oggi attivissimo compositore per orchestra e per teatro. Ives e Gershwin, possono essere considerati tra i massimi esponenti della musica americana; autore originale soprattutto di musiche strumentali il primo, di Gershwin si rimpiange la prematura scomparsa (a soli 39 anni): con il suo talento, avrebbe sviluppato ulteriormente le caratteristiche di energia, ritmo, mescolanza di linguaggi propri dei compositori americani.</p>
<p>Andando a fondo nel programma della serata, <strong>&#8220;Melodien&#8221;</strong> è una composizione del 1971 che lo stesso Ligeti, in una sua corrispondenza, descrisse come espressione della sua tecnica compositiva nota come micropolifonia, ma caratterizzata da una maggiore trasparenza e fluidità: le singole linee e tracce musicali, invece di fondersi, si sovvrappongono e si intrecciano matenendo la loro individualità. Sono composizioni da ascoltare più volte in quanto, a ogni ascolto, dopo la prima sensazione di caos (o, come scrive Boccadoro, di &#8220;labirinti&#8221;) subentra la comprensione delle singole tracce muuicali.</p>
<p><strong>&#8220;Speaking Drums&#8221;</strong> di Eötvös, in realtà, è solo da ascoltare e da vedere. Le parole non rendono quanto si ascolta e si vede. La performance del percussionista <a href="http://www.martingrubinger.com/" target="_blank" title="Martin Grubinder">Martin Grubinder</a> è stata notevole, cosi come le urla e le grida (sì, proprio urla e grida) dei versi di un poeta ungherese. Il tutto nel contesto orchestrale di Eötvös. Una curiosità: Grubinger si è anche cimentato in un bis dalle elevate abilità tecniche che lui stesso ha definito &#8220;sport&#8221;, piuttosto che musica.</p>
<p><strong>&#8220;A New England Symphony&#8221;</strong>, composta nel primo decennio del 1900 e poi revisionata negli anni successivi, è un insieme di tre composizioni che riproducono i ricordi e il memorial di tre luoghi (un monumento, un sito e un fiume nel New England) il tutto secondo lo stile tipico di Ives che utilizza e cita altri brani musicali originali, canzoni, marce militari e inni, in un&#8217;originale invenzione musicale.</p>
<p><strong>&#8220;An American in Paris&#8221;</strong> è brano notissimo: la sua esecuzione, non a caso, è stata accolta dal pubblico con grande entusiasmo. </p>
<p>L&#8217;orchestra ospite dell&#8217;<strong>Accademia di Santa Cecilia</strong> ha ben eseguito le composizioni proposte. Solo un appunto, derivato anche dalle aspettative personali: &#8220;An American in Paris&#8221; mancava forse un po&#8217; di quella energia e brillantezza che gli è propria, quelle  sensazione di gioia, stupore e di sorpresa che intende trasmettere: la direzione di scuola ungherese di Eötvös, almeno per chi scrive, non sembra aver messo queste suggestioni abbastanza in risalto.</p>
<p><u>Programma:</u></p>
<p><strong>György Ligeti</strong><br />
<em>Melodien</em></p>
<p><strong>Peter Eötvös</strong><br />
<em>Speaking Drums</em> &#8211; Quattro poemi per percussioni e orchestra</p>
<p><strong>Charles Ives</strong><br />
<em>A New England Symphony</em><br />
<strong><br />
George Gershwin</strong><br />
<em>An american in Paris</em></p>
<p><u>Esecutori:</u></p>
<p><strong>Orchestra dell&#8217;Accademia Nazionale di Santa Cecilia</strong></p>
<p><strong>Martin Grubinger</strong><br />
<em>percussioni</em></p>
<p><strong>Peter Eötvös</strong><br />
<em>direttore</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/orchestra-dellaccademia-nazionale-di-santa-cecilia-diretta-da-peter-eotvos/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Biennale: Leone d’Oro per la musica a Steve Reich</title>
		<link>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/il-leone-doro-per-la-musica-a-steve-reich/</link>
		<comments>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/il-leone-doro-per-la-musica-a-steve-reich/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 00:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Cricchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[la biennale]]></category>
		<category><![CDATA[leone d'oro]]></category>
		<category><![CDATA[musica contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[steve reich]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettamusicale.it/?p=2004</guid>
		<description><![CDATA[È la prima volta che il Leone d’Oro viene conferito a un compositore non europeo. La motivazione del premio dà ben conto che Steve Reich “è il rappresentante carismatico di un modo nuovo e originale di intendere la musica, accolto con entusiasmo da un vastissimo pubblico e che tanta influenza ha esercitato sulle giovani generazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È la prima volta che il Leone d’Oro viene conferito a un compositore non europeo. </p>
<p><span id="more-2004"></span></p>
<p>La motivazione del premio dà ben conto che <a href="http://www.stevereich.com/" target="_blank" title="Steve Reich">Steve Reich</a> “è il rappresentante carismatico di un modo nuovo e originale di intendere la musica, accolto con entusiasmo da un vastissimo pubblico e che tanta influenza ha esercitato sulle giovani generazioni non solo americane. Il suo linguaggio, fibrillante di una pulsazione ritmica di forte impatto emozionale, si è via via arricchito, attraverso uno sperimentalismo colto e raffinato, di istanze provenienti da diverse tradizioni musicali che hanno ispirato composizioni considerate, ormai, &#8216;classici&#8217; della contemporaneità”.</p>
<p>Il prestigioso riconoscimento attribuito da <a href="http://www.labiennale.org/it/Home.html" target="_blank" title="La Biennale">La Biennale</a> di Venezia a Steve Reich si unisce ai molti premi, onorificenze e &#8220;Awards&#8221; conseguiti negli anni dal compositore statunitense; fra gli altri, il Premio Imperiale del Giappone nel 2006, il Pulitzer nel 2009 e due Grammy Awards nel 1990 per <em>Different Trains</em> e nel 1999 per <em>Music for 18 Musicians</em>.</p>
<p><a href="http://www.lagazzettamusicale.it/wp-content/uploads/2014/09/la_gazzetta_musicale_steve_reich_leone_oro_venezia_biennale_c.Akiko-Miyake_2.jpg" rel="lightbox[2004]"><img src="http://www.lagazzettamusicale.it/wp-content/uploads/2014/09/la_gazzetta_musicale_steve_reich_leone_oro_venezia_biennale_c.Akiko-Miyake_2.jpg" alt="" title="la_gazzetta_musicale_steve_reich_leone_oro_venezia_biennale_c.Akiko Miyake_2" width="620" height="400" class="alignleft size-full wp-image-2033" /></a><br />
<br />
Nella cerimonia di consegna, il Presidente della Biennale ha ricordato che l’opera di Reich è caratterizzata da due fondamentali elementi: la libertà e il principio di comunità. Due elementi che Reich stesso ha menzionato nell’incontro tenutosi nel primo pomeriggio di domenica 21 settembre nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, affollato di musicisti ed esperti del settore. È stato un incontro franco, nel corso del quale Steve Reich – come sua abitudine – con grande disponibilità ha risposto alle domande di <strong>Oreste Bossini</strong> e a quelle del pubblico. Ha fatto precedere l’incontro dall’ascolto dei primi tre movimenti (su cinque) dell’ultima composizione <em>Radio Rewrite</em>, di cui ha poi illustrato l’origine (per i conoscitori di Reich si tratta di una sua propria autonoma rielaborazione dei temi musicali di due composizioni dei Radiohead). </p>
<p><iframe width="600" height="338" src="//www.youtube.com/embed/siUQp11u8tE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Steve Reich, riprendendo riflessioni esposte nelle interviste rese nel tempo, ha ricordato che lo studio e la conoscenza della musica non possono costituire per il compositore una prescrizione, un limite, un vincolo o un manifesto. Sono le basi sulle quali un compositore realizza la sua opera e le sue sensazioni. Così come pure ha minimizzato la classificazione della sua opera nel cosiddetto minimalismo americano; portando ad esempio anche artisti visuali, ha replicato che l’evolversi degli spunti e della struttura delle proprie composizioni musicali non permettono di ricondurre tutta la sua opera in quel movimento.</p>
<p>Il senso della comunità è espresso in tutte le sue opere. Reich ha contribuito &#8211; con la sua musica e quella della sua generazione di musicisti &#8211; a interpretare e riprodurre comportamenti e momenti della vita ordinaria delle persone in un contesto musicale accessibile, che ha permesso a quella musica di essere ascoltata ovunque, da diverse generazioni, e di essere fonte di ispirazione per altri musicisti anche di generi musicali diversi. Ne è testimonianza il riconoscimento pubblico da lui conseguito soprattutto negli Stati Uniti, durante il lungo periodo della sua attività (quasi 50 anni) a partire dal primo release nel 1965 di <em>It’s Gonna Rain</em> e <em>Come Out</em> fino all’ultimo release (del 2012) <em>Radio Rewrite</em>. È proprio quello di essere stato e di essere l’espressione di una società e di una cultura che si è evoluta progressivamente negli anni, orgogliosa di esprimere delle proprie originali linee musicali. Questa appartenenza alla comunità si è riflessa anche nella descrizione fatta da Reich durante l’incontro di una delle sue più recenti composizioni <em>WTC 9/11</em>, commissionata ed eseguita dal Kronos Quartet, durante la quale ha manifestato tutto il senso di partecipazione alla tragedia delle torri, che con questa composizione diventa elemento della partecipazione collettiva della comunità statunitense.</p>
<p>Nell’incontro, Reich ha raccontato i momenti salienti del suo percorso musicale, il suo incontro con John Coltrane, la sua collaborazione con Pat Metheny nella fondamentale composizione <em>Electric counterpoint</em> del 1987. Ha fatto riferimento ai compositori “classici” che maggiormente lo hanno influenzato: <strong>Béla Bartók</strong> e <strong>Stravinskij</strong> di <em>Sacre du printemps</em>. Ha ripreso con arguzia i temi legati ai rapporti con la musica sviluppata ai primi del Novecento da Arnold Schönberg e la scuola che a lui è seguita. Affermando – così come aveva affermato in precedenti interviste – di non sentirsi in alcun modo un rivoluzionario (rispetto alla musica composta sulla scia di Schönberg), ma piuttosto un restauratore avendo riportato la musica alla sua originaria capacità di ascolto e di ricezione delle tendenze contemporanee. Con semplicità ha detto che ai tempi di Beethoven gli autori avevano le finestre aperte, e nel comporre ascoltavano e recepivano i suoni della vita ordinaria; Schönberg ha chiuso quella finestra componendo sulla base di regole predeterminate. Reich sostiene che lui e gli autori della sua generazione abbiano riaperto la finestra che era stata chiusa. </p>
<p><iframe width="600" height="338" src="//www.youtube.com/embed/l4FqYoHFHZo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Interessante è stato il suo ricordo del rapporto avuto con Luciano Berio: rapporto intenso, che ha aperto a Reich la riflessione sull’utilizzo del registratore e dei suoi registrati: ha però inteso sottolineare la sua differenza rispetto a Berio, in quanto nelle sue composizioni i suoni registrati sono o i suoni autentici della vita cittadina, o le parole pronunciate da persone o la registrazione di musica suonata con gli strumenti dai musicisti. </p>
<p>Non è questa la sede per ripercorrere le valutazioni di critica musicale sull’opera di Reich. Certamente una delle caratteristiche di Reich che si è evoluta per altro lungo il percorso delle sue composizioni, è quella di saper mettere in connessione (nel rispetto dei canoni musicali) – durante l’incontro Reich ha più volte utilizzato l’espressione “interlocke” rendendola visibile con il gesto delle mani che si stringono &#8211; la musica strumentale e la musica vocale lungo percorsi ritmici coordinati su una linea melodica e ritmica ben individuata. </p>
<p>Le opere di Reich hanno un’esecuzione non molto diffusa in Italia, al contrario di quanto avviene in altri Paesi europei, dove hanno spazio nel repertorio di importanti orchestre e complessi musicali “classici”. Solo per ricordarne alcune, le opere per quartetto sono nel repertorio di Sentieri Selvaggi &#8211; è di qualche mese fa <a href="http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/sentieri-selvaggi-i-quartetti-di-steve-reich/" target="_blank">il concerto a Milano</a>; Musica per Roma nel 2007 e 2009 ha organizzato delle manifestazioni con esecuzione delle sue opere, nel 2009 <strong>City Life</strong>, e poi nel 2012 al Ravenna Festival. </p>
<p>Il conferimento del Leone d&#8217;oro potrebbe essere l&#8217;occasione per inserire in modo più stabile nel repertorio in Italia le opere di questo musicista contemporaneo che è da considerare ormai &#8220;classico&#8221;, consentendo a un più largo pubblico, e ai giovani, di avere l&#8217;occasione di ascolto di musica classica contemporanea, anche se espressiva di una società e di una cultura diversa da quella classica europea.</p>
<p><strong>CONCERTO AL TEATRO DELLE TESE</strong><br />
<a href="http://www.lagazzettamusicale.it/wp-content/uploads/2014/09/la_gazzetta_musicale_steve_reich_leone_oro_venezia_biennale_c.Akiko-Miyake.jpg" rel="lightbox[2004]"><img src="http://www.lagazzettamusicale.it/wp-content/uploads/2014/09/la_gazzetta_musicale_steve_reich_leone_oro_venezia_biennale_c.Akiko-Miyake.jpg" alt="" title="la_gazzetta_musicale_steve_reich_leone_oro_venezia_biennale_c.Akiko Miyake" width="620" height="413" class="alignleft size-full wp-image-2032" /></a></p>
<p>La sera il grande evento si sposta al Teatro alle Tese in una sala colma di appassionati, dove i giovani musicisti dell’Orchestra Petruzzelli di Bari hanno eseguito due fra le più conosciute opere di Reich, <em>Triple Quartet </em> e <em>City life</em>.</p>
<p>Reich ha pubblicamente elogiato i musicisti dell’Orchestra di Bari per la perfetta esecuzione di queste due opere e, al termine dell’esecuzione, li ha personalmente ringraziati sul palco. Traspariva l’enorme soddisfazione di questi musicisti che si sono fortemente impegnati nella preparazione dell’esecuzione di un’opera che non rientra nel repertorio tradizionale. In ambedue le composizioni, un ruolo fondamentale è svolto dalla musica e dai suoni pre-registrati che si interconnettono con la musica eseguita dal vivo dai musicisti. Reich si è seduto al mixer di fianco al musicista dell’Orchestra Sinfonica del <a href="http://www.fondazionepetruzzelli.it/" target="_blank" title="Teatro Petruzzelli">Teatro Petruzzelli</a> di Bari, verificando personalmente di tempo in tempo l’altezza del suono. E in questo, infatti, risiede una delle peculiari difficoltà dell’esecuzione di queste opere &#8211; caratterizzate da un ritmo intensissimo, che impone ai musicisti che suonano dal vivo di tenere il tempo e il passo della musica e delle voci registrate che sono diffuse in contemporanea.</p>
<p>L’esecuzione è stata ammirevole e il pubblico largamente soddisfatto. Certamente in molti c&#8217;è stata la sensazione che anche per noi, in Italia, è giunto il momento di aprirsi a questo ulteriore filone di musica composta da autori contemporanei che ha tutti i titoli per definirsi &#8220;classica&#8221;.</p>
<p>La giornata, così come quella precedente, ha poi visto l’esecuzione da parte di Eco Ensamble di sette opere di compositori statunitensi della c.d. Bay Area, inclusa un’opera di Reich, <em>Nagoya Marimbas</em>, del 1994. Opere di struttura diversa, alcune con un tessuto musicale articolato altre con tessiture assai più particolari.</p>
<p>Come sempre, di musica si deve parlare poco. La musica va ascoltata. Reich ha pubblicato un ampio numero di album, oltre una trentina, e le composizioni maggiormente eseguite nei concerti internazionali sono, oltre a quelle eseguite a Venezia, (<em>Triple Quartet</em> e <em>City life</em>) <em>Different Trains</em>, <em>Music for 18 Musicians</em>, <em>Radio Rewrite</em> e <em>Clapping</em>. </p>
<p><iframe width="600" height="338" src="//www.youtube.com/embed/JtElo99w3Q8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><u>Programma:</u></p>
<p>Domenica 21 settembre 2014</p>
<p>h 15:00<br />
Incontro pubblico con <b>Steve Reich</b> condotto dal critico musicale <b>Oreste Bossini</b> (ingresso libero fino a esaurimento posti)<br />
Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian</p>
<p>h 17:00<br />
<b>Eco Ensemble</b> di Berkeley in concerto. Fra i brani eseguiti &#8220;Nagoya Marimbas&#8221; di Steve Reich<br />
Teatro Piccolo Arsenale </p>
<p>h 20:00<br />
Teatro alle Tese (Arsenale)<br />
Cerimonia di premiazione.<br />
Seguirà il concerto con l’<b>Orchestra Sinfonica del Teatro Petruzzelli</b> di Bari diretta da <b>Jonathan Stockhammer</b>. In programma &#8220;City Life&#8221; e &#8220;Triple Quartet&#8221; di Steve Reich</p>
<p>Foto Credit @La Biennale Musica 2014/Akiko Miyake</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/il-leone-doro-per-la-musica-a-steve-reich/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MITO SettembreMusica &#8211; Martha Argerich &amp; Orchestra Giovanile dello Stato di Bahia</title>
		<link>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/mito-settembremusica-martha-argerich-orchestra-giovanile-dello-stato-di-bahia/</link>
		<comments>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/mito-settembremusica-martha-argerich-orchestra-giovanile-dello-stato-di-bahia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2014 20:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Cricchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[martha argerich]]></category>
		<category><![CDATA[mito settembremusica]]></category>
		<category><![CDATA[Neojiba Orchestra]]></category>
		<category><![CDATA[Tchaikovsky]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettamusicale.it/?p=1976</guid>
		<description><![CDATA[Un&#8217;altra indimenticabile serata nell&#8217;ambito di MITO, lo scorso giovedì 11 settembre, in una stracolma Sala Verdi al Conservatorio di Milano. Protagonista della prima parte è stata la pianista Martha Argerich &#8211; &#8220;divina&#8221;, come più volte scandito da parte del pubblico &#8211; che ha eseguito con forza ed energia travolgente il primo concerto per pianoforte e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;altra indimenticabile serata nell&#8217;ambito di <a href="http://www.mitosettembremusica.it/" target="_blank" title="MITO">MITO</a>, lo scorso giovedì 11 settembre, in una stracolma Sala Verdi al <b>Conservatorio di Milano</b>.<br />
 <span id="more-1976"></span></p>
<p>Protagonista della prima parte è stata la pianista <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Martha_Argerich" target="_blank" title="Martha Argerich">Martha Argerich</a> &#8211; &#8220;divina&#8221;, come più volte scandito da parte del pubblico &#8211; che ha eseguito con forza ed energia travolgente il primo concerto per pianoforte e orchestra di <b>Tchaikovsky</b> accompagnata dalla <b>Neojiba Orchestra &#8211; Orchestra Giovanile dello Stato di Bahia</b>, diretta <b>Ricardo Castro</b>.</p>
<p>In assoluto controllo del palcoscenico e circondata da un&#8217;ottantina di giovani musicisti brasiliani ben diretti dal Castro, la Argerich ha dato una lettura esaltante e attuale del primo concerto, mettendo in luce la sua insuperabile e sempre giovane tecnica pianistica con le caratteristiche musicali della composizione. Elementi di novità musicali propri della composizione sono stati ancor più enunciati in una lettura libera, consentita anche della disponibilità dell&#8217;orchestra che ha assecondato l&#8217;esecuzione pianistica. Come si può facilmente immaginare, non fu l&#8217;esecuzione di Horowitz con orchestra diretta da Toscanini alla Carnigie Hall nel 1934, né tantomeno la prima (che si tenne a Boston nel 1875), ma proprio l&#8217;esecuzione di stasera, a dimostrare una volta di più la modernità di questa composizione.</p>
<p>Rimane fresco il ricordo della leggerezza del secondo movimento, così come quello dell&#8217;intepretazione del terzo movimento, basato su una danza ucraina. Come sottolinea il programma di sala, Tchaikovsky fonde &#8220;Folklore e cultura cosmopolita, rispecchiando quell&#8217;attaccamento alla rusticità comunque presente nella società russa&#8221;. Ecco, in questa serata, tale elemento di folklore è stato naturalmente reso con un finale travolgente e un&#8217;orchestra che ha accompagnato quasi danzando l&#8217;impressionante progressione della Argerich.</p>
<p>Una vera e sincera ovazione, ricambiata da un delicato bis, arriva dal pubblico: non solo come tributo a un&#8217;artista insuperabile nella sua tecnica e nel suo amore per la musica, ma anche come ringraziamento alla sua disponibilità nell&#8217;esibirsi in questo contesto e in una manifestazione come MITO &#8211; profondamente legata alla diffusione della musica. Quanti artisti unici come la Argerich avrebbero suonato con un&#8217;<a href="http://www.mitosettembremusica.it/programma/artisti/neojiba-orchestra-orchestra-giovanile-dello-stato-di-bahia-c.html" target="_blank" title="orchestra di giovanissimi">orchestra di giovanissimi</a> come quella di stasera? Anche in questo senso, l&#8217;unicità dell&#8217;evento è stata sicuramente ben colta dal pubblico &#8211; competente e appassionato.</p>
<p>La seconda parte della serata, con solo con la giovane orchestra, ha vissuto tre momenti: prima le &#8220;Danze sinfoniche&#8221; da West Side Story di <b>Bernstein</b>; poi, una composizione del musicista brasiliano <b>Heitor Villa-Lobos</b> &#8211; assai melanconica e legata a musiche e temi tipicamente brasiliani; infine, in un tripudio di suoni, percussioni, ottoni e danze con totale partecipazione del pubblico (anche chi aveva lasciato il posto si è trattenuto all&#8217;uscita), una &#8220;cucaracha&#8221; e una esecuzione orchestrale di &#8220;Brasil&#8221;.</p>
<p>Una vera e genuina serata di musica, senza formalismi nè ritualità, che ha evidenziato &#8211; proprio come riportato nel titolo del programma &#8220;Vecchio e Nuovo Mondo in musica&#8221; &#8211; quanto la vera musica non conosca confini di luoghi, di tempi o di generi. Un altro successo per il festival Mito.</p>
<p><u>Programma:</u></p>
<p><b>Pëtr Il&#8217;ič Tchaikovsky</b><br />
<i>Concerto n. 1 in si bemolle minore per pianoforte e orchestra op. 23</i></p>
<p><b>Heitor Villa-Lobos</b><br />
<i>Bachiana Brasileira n. 4 per orchestra</i></p>
<p><b>Leonard Bernstein</b><br />
<i>Danze sinfoniche da West Side Story</i></p>
<p><u>Esecutori:</u></p>
<p><b>Neojiba Orchestra &#8211; Orchestra Giovanile dello Stato di Bahia</b></p>
<p><b>Ricardo Castro</b><br />
direttore</p>
<p><b>Martha Argerich</b><br />
pianoforte</p>
<p><b>Foto credit @MITO SettembreMusica 2014/Lorenzo di Nozzi</b></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/mito-settembremusica-martha-argerich-orchestra-giovanile-dello-stato-di-bahia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MITO SettembreMusica &#8211; Fabio Vacchi &amp; Beat Furrer</title>
		<link>http://www.lagazzettamusicale.it/anteprime/mito-settembremusica-fabio-vacchi-beat-furrer/</link>
		<comments>http://www.lagazzettamusicale.it/anteprime/mito-settembremusica-fabio-vacchi-beat-furrer/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 14:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Cricchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[anteprime]]></category>
		<category><![CDATA[beat furrer]]></category>
		<category><![CDATA[fabio vacchi]]></category>
		<category><![CDATA[mito settembremusica]]></category>
		<category><![CDATA[musica contemporanea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettamusicale.it/?p=1966</guid>
		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;incontro di sabato 13 con la partecipazione di mdi ensemble, martedì 16 (al Teatro Dal Verme) con la Filarmonica &#8217;900 del Teatro Regio di Torino e giovedi 18 (al Conservatorio G. Verdi) con l&#8217; Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, si concludono gli appuntamenti che MITO ha riservato quest&#8217;anno a due tra i maggiori compositori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;incontro di sabato 13 con la partecipazione di <b>mdi ensemble</b>, martedì 16 (al Teatro Dal Verme) con la  <b>Filarmonica &#8217;900 del Teatro Regio di Torino</b> e giovedi 18 (al Conservatorio G. Verdi) con l&#8217; <b>Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai</b>, si concludono gli appuntamenti che <a href="http://www.mitosettembremusica.it" target="_blank" title="MITO">MITO</a> ha riservato quest&#8217;anno a due tra i maggiori compositori contemporanei: <b>Fabio Vacchi</b> e l&#8217;austriaco <b>Beat Furrer</b>.<br />
<span id="more-1966"></span></p>
<p>Al Teatro Dal Verme saranno eseguite &#8220;Strane costellazioni&#8221; per grande orchestra di <a href="https://www.baerenreiter.com/en/program/20th21st-century-music/contemporary-music/beat-furrer/news/" target="_blank" title="Furrer">Furrer</a> (in prima esecuzione italiana) e il concerto per pianoforte e orchestra di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fabio_Vacchi" target="_blank" title="Fabio Vacchi">Fabio Vacchi</a> &#8220;Prospero, o dell’armonia&#8221;, melologo per attore e orchestra tratto da La Tempesta di Shakespeare. </p>
<p>Giovedi, in Conservatorio, Fabio Vacchi tornerà protagonista con l&#8217;esecuzione di &#8220;Dai calanchi di Sabbiuno&#8221; (una delle composizioni più note del compositore), &#8220;Veglia prima&#8221; e &#8220;Tagebuch der Empörung&#8221; (diretta da Chailly a Lipsia nel 2010), entrambe per orchestra e in prima esecuzione italiana; Beat Furrer, qui in veste anche di direttore, sarà presente con la composizione per mezzosoprano e orchestra &#8220;Canti della Tenebra&#8221; e la &#8220;Bianca notte&#8221; per soprano, baritono e orchestra, ambedue prime esecuzioni italiane basate su testi di Dino Campana e Sibilla Aleramo.</p>
<p><b>Martedì 16</b></p>
<p><u>Programma:</u></p>
<p><b>Beat Furrer</b><br />
<i>Strane costellazioni</i> per grande orchestra</p>
<p><b>Fabio Vacchi</b><br />
<i>Prospero, o dell’armonia</i> melologo per attore e orchestra<br />
da La tempesta di William Shakespeare</p>
<p><u>Esecutori:</u></p>
<p><b>Filarmonica &#8217;900 del Teatro Regio</b><br />
<b>Gergely Madaras</b>, direttore<br />
<b>Orazio Sciortino</b>, pianoforte<br />
<b>Sandro Lombardi</b>, voce recitante</p>
<p></b>Giovedì 18</b></p>
<p><u>Programma:</u></p>
<p><b>Fabio Vacchi</b></p>
<p><i>Dai calanchi di Sabbiuno</i>, per grande orchestra<br />
<i>Veglia prima</i>, per grande orchestra<br />
<i>Tagebuch der Empörung</i>, per grande orchestra</p>
<p><b>Beat Furrer</b></p>
<p><i>Canti della Tenebra</i>, per mezzosoprano e orchestra<br />
<i>La bianca notte</i>, per soprano, baritono e orchestra</p>
<p><u>Esecutori:</u></p>
<p><b>Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai</b><br />
<b>Beat Furrer</b>, direttore<br />
<b>Giulia Peri</b>, soprano<br />
<b>Gabriella Sborgi</b>, mezzosoprano<br />
<b>Roberto Abbondanza</b>, baritono</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagazzettamusicale.it/anteprime/mito-settembremusica-fabio-vacchi-beat-furrer/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MITO SettembreMusica &#8211; Alessandro Taverna</title>
		<link>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/mito-settembremusica-alessandro-taverna/</link>
		<comments>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/mito-settembremusica-alessandro-taverna/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 16:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Cricchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro taverna]]></category>
		<category><![CDATA[chopin]]></category>
		<category><![CDATA[friedrich gulda]]></category>
		<category><![CDATA[mito settembre musica]]></category>
		<category><![CDATA[Stravinskji]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettamusicale.it/?p=1960</guid>
		<description><![CDATA[Dalle ballate alla danza del gaucho. Che serata per &#8220;MITO&#8220;, al Conservatorio: programma pianistico non consueto e un assai talentuoso pianista italiano ad eseguirlo, il giovanissimo Alessandro Taverna. La linea conduttrice del programma, ben descritta nel programma di sala, è perfettamente eseguita e interpretata dal giovane Taverna, in un crescendo di coinvolgimento e partecipazione. Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle ballate alla danza del gaucho.</p>
<p><span id="more-1960"></span></p>
<p>Che serata per &#8220;<a href="http://www.mitosettembremusica.it" target="_blank" title="MITO">MITO</a>&#8220;, al Conservatorio: programma pianistico non consueto e un assai talentuoso pianista italiano ad eseguirlo, il giovanissimo <a href="http://www.alessandrotaverna.com/index.php" target="_blank" title="Alessandro Taverna">Alessandro Taverna</a>.</p>
<p>La linea conduttrice del programma, ben descritta nel programma di sala, è perfettamente eseguita e interpretata dal giovane Taverna, in un crescendo di coinvolgimento e partecipazione. Si parte da quattro ballate di <b>Chopin</b>, eseguite con cura ed attenzione, quindi a seguire <b>Ravel</b> con la composizione &#8220;Gaspard de la nuit&#8221; e, per concludere, <b>Igor Stravinsky</b> con i &#8220;Tre movimenti da Petruška&#8221;. </p>
<p>Tutte composizioni di difficoltà tecnica elevatissima, che il giovane Taverna ha ben eseguito, preservando e mettendo in luce le caratteristiche proprie di ciascuna opera: il colore e la raffinatezza di Ravel, il ricordo della tradizione accoppiato alla forza del tempo che passa caratteristico di Stravinsky. La serata è stata coronata da due bis in progressiva evoluzione temporale e tecnica, raramente eseguiti in concerti italiani: &#8220;Plays piano Play&#8221; di Friedrich Gulda e la &#8220;Danza del gaucho matrero&#8221; di Alberto Ginestrera. </p>
<p>Davvero entusiasmanti. Peccato per chi non ha potuto essere presente.</p>
<p><u>Programma:</u></p>
<p><b>Fryderyk Chopin</b></p>
<p><i>4 Ballate</i><br />
n. 1 in sol minore, op. 23<br />
n. 2 in fa maggiore, op. 38<br />
n. 3 in la bemolle maggiore, op. 47<br />
n. 4 in fa minore, op. 52</p>
<p><b>Maurice Ravel</b><br />
<i>Gaspard de la nuit</i></p>
<p><b>Igor Stravinsky</b><br />
<i>Tre movimenti da Petruška</i></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/mito-settembremusica-alessandro-taverna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Carlo Boccadoro plays Stockhausen</title>
		<link>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/carlo-boccadoro-plays-stockhausen/</link>
		<comments>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/carlo-boccadoro-plays-stockhausen/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2013 12:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Cricchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettamusicale.it/?p=1488</guid>
		<description><![CDATA[In una sala di Villa Medici, al culmine di Trinità dei Monti, in una serata tersa e con lo sfondo, aldilà delle finestre, della cupola di San Pietro illuminata, il maestro Carlo Boccadoro ha eseguito per Romaeuropa e in prima nazionale la versione integrale &#8220;Natürliche Dauren&#8221; di Stockhausen. È una delle ultime opere del maestro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una sala di Villa Medici, al culmine di Trinità dei Monti, in una serata tersa e con lo sfondo, aldilà delle finestre, della cupola di San Pietro illuminata, il maestro <a href="http://www.carloboccadoro.it/" target="_blank" title="Carlo Boccadoro">Carlo Boccadoro</a> ha eseguito per <a href="http://www.romaeuropa.net/it/festival.html" target="_blank" title="Romaeuropa">Romaeuropa</a> e in prima nazionale la versione integrale &#8220;Natürliche Dauren&#8221; di Stockhausen.</p>
<p><span id="more-1488"></span></p>
<p>È una delle ultime opere del maestro, per pianoforte, e fa parte del ciclo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Klang_%28Stockhausen%29" target="_blank" title="Klang">Klang</a> (suono): un lavoro incompiuto, composto di 24 parti, ciascuna dedicata a un&#8217;ora della giornata. Oggi sembra quasi singolare che l&#8217;ultima composizione di <a href="http://www.stockhausen.org/" target="_blank" title="Karlheinz Stockhausen">Karlheinz Stockhausen</a>, &#8220;Cosmic Pulses&#8221;, corrisponda alla 13esima ora di &#8220;Klang&#8221; e venne commissionata dal festival Angelica di Bologna e dal romano Dissonanze, e infine eseguita per la prima volta proprio a Roma nel 2007 in una delle ultime esibizioni del Maestro.</p>
<p>&#8220;Natürliche Dauren&#8221; è un&#8217;opera integrale per pianoforte, composta di 24 parti che si susseguono secondo un ordine prestabilito, ma al tempo stesso con libertà concessa all&#8217;interprete. La composizione, anche se di lunga durata (oltre 2 ore), avvolge progressivamente l&#8217;ascoltatore per la varietà di temi svolti e lo stato di contemplazione che induce. Il luogo scelto e lo scenario sono apparsi ideali: musica non per un largo pubblico, ma più a causa delle scarsissime occasioni di esecuzione e pertanto di &#8220;divulgazione&#8221;, che per la musica in sè. </p>
<p>Una selezione di alcuni di questi brani non sarebbe estranea a una grande sala di concerto, magari a fianco ad alcune opere di Bach, in modo da spingere a interessanti paralleli e combinazioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/carlo-boccadoro-plays-stockhausen/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MITO &#8211; Rach 3 e Sheherazade</title>
		<link>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/mito-rach-3-e-sheherazade-2/</link>
		<comments>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/mito-rach-3-e-sheherazade-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2013 14:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Cricchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mito settembremusica]]></category>
		<category><![CDATA[Sergej Rachmaninov]]></category>
		<category><![CDATA[Termikanov]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettamusicale.it/?p=1473</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;attesa non è andata delusa. Serata piena al Teatro degli Arcimboldi, con un pubblico numeroso e appassionato, sempre presente per il maestro Termikanov e la sua orchestra di San Pietroburgo, assai amati a Milano come a Roma. Il nostro commento della serata muove dalla seconda parte, dall&#8217;esecuzione di &#8220;Scheherazade&#8221; by Rimsky-Korsakov, suite sinfonica di timbro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attesa non è andata delusa.</p>
<p><span id="more-1473"></span></p>
<p>Serata piena al Teatro degli Arcimboldi, con un pubblico numeroso e appassionato, sempre presente per il maestro Termikanov e la sua orchestra di San Pietroburgo, assai amati a Milano come a Roma. Il nostro commento della serata muove dalla seconda parte, dall&#8217;esecuzione di &#8220;Scheherazade&#8221; by <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nikolaj_Andreevi%C4%8D_Rimskij-Korsakov" target="_blank" title="Rimsky-Korsakov">Rimsky-Korsakov</a>, suite sinfonica di timbro romantico che esprime a pieno la musicalità russa della fine dell&#8217;800. </p>
<p>Per chi era presente è stata una soddisfazione indicibile osservare la gioia con la quale il maestro <a href="http://www.mitosettembremusica.it/programma/artisti/temirkanov-e.html" target="_blank" title="Yuri Temirkanov">Yuri Temirkanov</a> e la sua orchestra hanno fatto musica, e il piacere con il quale hanno suonato ed eseguito un&#8217;opera che conoscono perfettamente e che interpretano in modo sublime. La consonanza degli strumenti, l&#8217;interpretazione dei movimenti, la partecipata direzione (senza bacchetta) del maestro, che pareva descrivere le figure musicali, l&#8217;encomiabile bravura dei solisti ne sono testimonianza. </p>
<p>Si trasmetteva dall&#8217;orchestra al maestro e al pubblico l&#8217;intimo piacere della musica, il desiderio di non finire. Un romantico primo bis con il &#8220;Salut d&#8217;Amour&#8221; di Elgar e, per chiudere con leggerezza, il &#8220;Vivo del Pulcinella&#8221; di Stravinskij, con i duetti di tromboni e contrabbassi.</p>
<p>Passiamo alla prima parte della serata dedicata a &#8220;Rach 3&#8243;, il concerto per pianoforte e orchestra in Re minore di Rachmaninov. Gli appassionati avranno letto le critiche sull&#8217;esecuzione del giovane pianista <a href="http://www.federicocolli.eu/" target="_blank" title="Federico Colli">Federico Colli</a>. È indubbio che non ci sia stato affiatamento fra l&#8217;orchestra e il pianista, e alcuni critici hanno attribuito questa dissonanza soprattutto al Colli, che ha suonato senza tener conto in alcun modo dell&#8217;orchestra, del suo ruolo e dei tempi. Ciò detto, il Colli &#8211; che ricordiamo ha 26 anni (cinquant&#8217;anni distanziano lui dal maestro Termikanov) &#8211; ha dato dimostrazione delle sue qualità tecniche e della sua capacità di eseguire un brano assai complesso e difficile. Il tempo gli consentirà di perfezionare le sonorità, i tempi, di dare meno spazio ai virtuosismi, e a rendersi unisono con l&#8217;orchestra.</p>
<p><u>Programma:</u></p>
<p><strong>Sergej Rachmaninov</strong><br />
<i>Concerto n. 3 in re minore per pianoforte e orchestra op. 30</i></p>
<p><strong>Nikolaj Rimskij-Korsakov</strong><br />
<i>Sheherazade, suite sinfonica op. 35</i></p>
<p><u>Esecutori:</u></p>
<p><strong>Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo</strong><br />
<strong>Yuri Temirkanov</strong>, direttore<br />
<strong>Federico Colli</strong>, pianoforte</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagazzettamusicale.it/recensioni/mito-rach-3-e-sheherazade-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MITO &#8211; Rach 3 e Sheherazade</title>
		<link>http://www.lagazzettamusicale.it/anteprime/mito-rach-3-e-sheherazade/</link>
		<comments>http://www.lagazzettamusicale.it/anteprime/mito-rach-3-e-sheherazade/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2013 09:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Cricchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[anteprime]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagazzettamusicale.it/?p=1379</guid>
		<description><![CDATA[Questa sera al Teatro degli Arcimboldi una serata con un programma di solida tradizione: Concerto n. 3 in re minore per pianoforte e orchestra op. 30 (Rach 3) e Sheherazade, il tutto nelle espertissime mani del maestro Yuri Temirkanov e della Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Apparentemente nessuna particolare novità oltre al piacere di riascoltare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa sera al Teatro degli Arcimboldi una serata con un programma di solida tradizione: Concerto n. 3 in re minore per pianoforte e orchestra op. 30 (Rach 3) e Sheherazade, il tutto nelle espertissime mani del maestro <a href="http://www.mitosettembremusica.it/programma/artisti/temirkanov-e.html" target="_blank" title="Yuri Temirkanov">Yuri Temirkanov</a> e della Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo.</p>
<p><span id="more-1379"></span></p>
<p>Apparentemente nessuna particolare novità oltre al piacere di riascoltare due pagine musicali molto conosciute ed eseguite. Ma non è così e non sarà così: avremo infatti l&#8217;opportunità di ascoltare il giovane pianista italiano <a href="http://www.federicocolli.eu/" target="_blank" title="Federico Colli">Federico Colli</a> confrontarsi con maestri fra i quali, per averla recentemente ascoltata, <a href="http://www.marthaargerichpresents.com/Marthaargerichpresents_eng/Home.html" target="_blank" title="Martha Argerich">Martha Argerich</a>, e soprattutto di apprezzare l&#8217;evolversi del linguaggio e dell&#8217;ispirazione musicale del secolo passato, appunto dai grandi russi a Britten e Benjamin.</p>
<p><u>Programma:</u></p>
<p><strong>Sergej Rachmaninov</strong><br />
<i>Concerto n. 3 in re minore per pianoforte e orchestra op. 30</i></p>
<p><strong>Nikolaj Rimskij-Korsakov</strong><br />
<i>Sheherazade, suite sinfonica op. 35</i></p>
<p><u>Esecutori:</u></p>
<p><strong>Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo</strong><br />
<strong>Yuri Temirkanov</strong>, direttore<br />
<strong>Federico Colli</strong>, pianoforte</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagazzettamusicale.it/anteprime/mito-rach-3-e-sheherazade/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
